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SproPorzioniPerchè oggi mi scrivo... |
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October 08 Ché io...
…ché io non so mai cosa cerco, ma a volte quello che trovo mi piace.
Ché io ultimamente penso tutto e il contrario di tutto. E sciaguratamente dico tutto e il contrario di tutto. O lo scrivo. Ché io raramente taccio.
Ché io cammino molto in questi giorni e le strade quasi mi sembrano nuove. Però avrei bisogno di scarpe leggere, ché in fondo il peso del non saper lo subisco.
Ché io non ce l’ho mica il giardino, però se ce l’avessi metterei sette piante di Maria al posto dei fottutissimi nani. E Biancaneve, liberatasi di quei fracassa ovaie in miniatura, potrebbe finalmente fumare stesa in reggiseno e mutande. Ché io quegli stronzetti allupati e sempre sorridenti non li ho mai sopportati.
Ché io non ho ancora capito che farmene di sigaretta o penna, ma so che nella mia mano destra non vedo null’altro. E allora continuerò a tenermele strette, ché la nebbia la confondo col fumo; il malumore con l’inchiostro.
Ché io oggi so chi sono, e so persino dove andrò stasera. Ma di domani non so che farmene, ché io il suono della sveglia non lo sento mai.
Ché io voglio volare a Dublino per bere l’Irlanda con Sonia e Ila e provare gli occhiali vintage bianchi, ché tanto io con loro vedo tutto meglio.
Ché io non so perché sto scrivendo di queste robe e ho anche un sonno della madonna. Ma ho stranamente deciso di non dormire. Ché io, oggi, mi vado così… September 14 E sospendiamoci, sìApplico alla vita i puntini di sospensione,
ché nell'incosciente non c'è negazione...
August 08 Anch'ioHo ancora la forza che serve a camminare,
picchiare ancora contro per non lasciarmi stare ho ancora quella forza che ti serve quando dici: "Si comincia !" E ho ancora la forza di guardarmi attorno mischiando le parole con due pacchetti al giorno, di farmi trovar lì da chi mi vuole sempre nella mia camicia... Abito sempre qui da me, in questa stessa strada che non sai mai se c'è e al mondo sono andato, dal mondo son tornato sempre vivo... Ho ancora la forza di starvi a raccontare le mie storie di sempre, di come posso amare, di tutti quegli sbagli che per un motivo o l'altro so rifare... E ho ancora la forza di chiedere anche scusa o di incazzarmi ancora con la coscienza offesa, di dirvi che comunque la mia parte ve la posso garantire... Abito sempre qui da me, in questa stessa strada che non sai mai se c'è nel mondo sono andato, dal mondo son tornato sempre vivo... Ho ancora la forza di non tirarmi indietro, di scegliermi la vita masticando ogni metro, di far la conta degli amici andati e dire: " Ci vediam più tardi ..." E ho ancora la forza di scegliere parole per gioco, per il gusto di potermi sfogare perché, che piaccia o no, è capitato che sia quello che so fare... Abito sempre qui da me, in questa stessa strada che non sai mai se c'è col mondo sono andato e col mondo son tornato sempre vivo... - F. Guccini, Ho ancora la forza - Tu seiTratte le somme, è vero: solo chi ti conosce riesce a dire cosa non sei.
Gli atri posson semplicemente limitarsi ad un "Tu sei".
Gli altri posson far male.
Chi ti conosce, semplicemente capire...
Lo imparerò, prima o poi. Giuro che lo imparerò.
E sarà bello perchè...avrò imparato anche a difendermi.
August 07 07 agostoIo non ci credo a quella croce.
Io credo a te. Ancora.
Credo alle innumerevoli sigarette fumate insieme.
Ai pomeriggi passati in biblioteca senza aprir libro.
Al disastroso modo che avevi di rullare.
Ai tresette.
Alle bottiglie di birra allineate sul pavimento.
Alle cazzate colossali che dicevi.
Allo "sciampagnino" del Cavalluccio.
A quella panchina sulla quale ti ho conosciuto.
Ai casini che riuscivi a combinare.
Al modo che solo io e te avevamo di litigare.
No, io non ci credo a quella croce.
Io credo a te.
E più ti credo, più mi manchi.
Il tempo stavolta non serve.
Non c'è. Ce l'han rubato.
Ti voglio bene, Fi'. Tanto.
July 29 Di lei e dei suoi dogmiDogmatica.
Di aggettivi gliene avevano attribuiti innumerevoli, ma questo mancava alla lista.
Si chiedeva come mai, visto ch'era quello che meglio la rappresentava in quel periodo.
E l'unica risposta che le veniva in mente era che quel termine dovesse essere utilizzato in quell'esatto istante.
Con lei che, ammutolita da tanta accuratezza nella scelta dell'esatta parola, avrebbe taciuto.
Incapace di controbattere.
Come tutte le volte in cui le frasi non lasciano scampo a inesattezze o disattenzioni.
L'interlocutore nemmeno si accorse, probabilmente, di quanto quelle 9 lettere le fossero pesate.
Nonostante non fossero un'accusa, ma un semplice rimprovero.
Lei ammutolì. Si trascinò in uno di quei silenzi di cui sola al mondo conosceva il brusio.
E lo ascoltò. Stranamente lo ascoltò.
Avrebbe voluto spiegare, ad ogni singolo individuo inciampato nella sua vita, che la sua intransigenza era in qualche modo uno specchio d'acqua pronto a ballare in mille cerchi al lancio del primo, minuscolo ciottolo.
La consapevolezza di non poterlo fare non le era gradita. O, più semplicemente, non era ancora pronta a farlo.
Quel che sapeva è che l'indomani ci avrebbe provato. Avrebbe provato ad aggredire meno.
A sorridere di più.
Anche a quelli che si imponeva di non capire.
A quelli che credevano di averla capita e invece non sospettavano nemmeno chi lei fosse.
A quelli che a capirla non ce l'avrebbero mai fatta.
Lei l'indomani avrebbe sorriso. Si sarebbe svegliata triste ma, perdio, lei avrebbe sorriso.
Come si fa il giorno prima di una vacanza.
Come chi è pronto a partire per vedere un nuovo specchio d'acqua ballare sotto il peso di sassi piccolissimi.
Eh, sì...eppure io l'ho sempre detto che "lingua può impiccare uomo più velocemente di corda".
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