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SproPorzioniPerchè oggi mi scrivo...
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Dicono?Dicono?
Dimenticano.
Non dicono?
hanno detto.
Fanno?
E' fatale.
Non fanno?
E' uguale.
Perchè aspettare?
Tutto è sognare
-F. Pessoa- May 06 ...Eccolo qui il mio intervento...così non deludo aspettative altrui.
Buona giornata e, ovviamente, buona lettura. May 02 Occhi I miei occhi non vedono parole. Scrivono. I miei occhi non percepiscono sapori. Sono gusti. I miei occhi non ascoltano note. Suonano. I miei occhi non toccano cose. Costruiscono. I miei occhi non annusano. Profumano di me.
April 30 GhSì, sì. Mi diverto e rido di brutto col fallimento dei tentativi altrui.
Sghignazzo con chi predica bene e razzola male.
Se non altro, io, mi riservo di fare entrambe le cose al negativo.
A tutta coerenza, eh, gente?
Però... beh, sì... traggo una qualche soddisfazione dall'essere il punto focale delle piccolezze "da grandi".
Lo sapevate, vero?
April 29 E mi fa male"Me ne vergogno un po' e mi fa male vedere un uomo come un animale..." -F. Battiato, Povera Patria - LimboVenti ceffoni ed una carezza. La stessa mano che continua ad intrappolarti in un limbo dal quale sai di dover uscire. Da una parte te; dall'altra anche. E' facile, no? Non puoi vedere altro, in fondo. Ma ancora ascolti. E non si tratta di rumore bianco. Perchè distingui parole. A volte sorrisi. Urla. Non lo vedi, no. Eppure riesci a sentire la presenza di quello specchio. Deforma. Assottiglia. Ingigantisce. Non ammalia. Sceglie di restituire di te l'immagine più autentica. Quella in cui la tua inadeguatezza è solo il riflesso delle inadeguatezze altrui. Meno palesi, più arroganti. Tu lo sai. Probabilmente lo sanno anche loro. Ma è troppo sottile l'ago sul quale è posizionato il microfono. Meglio non azzardare. Meglio tacere. Peggio scoprirsi. Troppa fatica chiedersi. E un pezzo comunque verrebbe a mancare. Ballare? No. E' come essere al mercato. C'è troppa gente lì. Spaventa. Perché guarda con occhi che sono nostri. Costringe ad essere, non semplicemente a dire. Tu sei lì e comunque non vedi, ma percepisci questo. Dal tuo limbo. Ancora da lì. Lo senti come poche volte hai sentito. Non ti piace. Vorresti vomitarlo. Ti trattieni: il sapore sarebbe sgradevole. Amaro. Acre. Cinico. Egoista. Lo riconosci. E' il gusto da cui hai sempre difeso gli altri. Quello da cui non hai mai saputo difenderti. La chiamano cattiveria. Mancanza di sensibilità. Tu ancora ti aspetti di riuscire a trovare un nome per ogni sguardo in cui l'hai incrociata. Ogni parola in cui l'hai letta. E intanto ti stupisci. Perché la primavera è solo fuori. Incurante. Del tuo limbo. Di te che sai di doverne uscire. Da una parte te; dall'altra anche. La tua estate.
LoroE loro ci sono.
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