More servicesWindows Live
HomeHotmailSpacesOneCare
 
MSN
Sign in
 
 
Spaces home  SproPorzioniPhotosProfileFriendsMore Tools Explore the Spaces community

SproPorzioni

Perchè oggi mi scrivo...
May 11

C'è chi predica bene e piscia male

 
C'è chi predica bene e piscia male
 
Null'altro da aggiungere. Per nessun altro.
Tranne che per voi. Perchè con voi son Là-qui-là. E sto bene.
 

Dicono?

 
Dicono?
Dimenticano.
Non dicono?
hanno detto.
 
Fanno?
E' fatale.
Non fanno?
E' uguale.
 
Perchè aspettare?
Tutto è sognare
 
-F. Pessoa-
May 09

( ( )

 
[(...(!!! (?? ( ;;; [:::)]
May 06

...

 
Eccolo qui il mio intervento...così non deludo aspettative altrui.
Buona giornata e, ovviamente, buona lettura.
May 02

Occhi

I miei occhi non vedono parole. Scrivono.
I miei occhi non percepiscono sapori. Sono gusti.
I miei occhi non ascoltano note. Suonano.
I miei occhi non toccano cose. Costruiscono.
I miei occhi non annusano. Profumano di me.


 

April 30

Gh

 
Sì, sì. Mi diverto e rido di brutto col fallimento dei tentativi altrui.
Sghignazzo con chi predica bene e razzola male.
Se non altro, io, mi riservo di fare entrambe le cose al negativo.
A tutta coerenza, eh, gente?
Però... beh, sì... traggo una qualche soddisfazione dall'essere il punto focale delle piccolezze "da grandi".
Lo sapevate, vero?
 
 
 
 
April 29

E mi fa male


"Me ne vergogno un po' e mi fa male
vedere un uomo come un animale..."

                    -F. Battiato, Povera Patria -
April 28

Sono

 

Sono poesia.

Amo vivere in prosa.

Limbo

 

Venti ceffoni ed una carezza. La stessa mano che continua ad intrappolarti in un limbo dal quale sai di dover uscire. Da una parte te; dall'altra anche. E' facile, no? Non puoi vedere altro, in fondo. Ma ancora ascolti. E non si tratta di rumore bianco. Perchè distingui parole. A volte sorrisi. Urla.

Non lo vedi, no. Eppure riesci a sentire la presenza di quello specchio. Deforma. Assottiglia. Ingigantisce. Non ammalia. Sceglie di restituire di te l'immagine più autentica. Quella in cui la tua inadeguatezza è solo il riflesso delle inadeguatezze altrui. Meno palesi, più arroganti. Tu lo sai. Probabilmente lo sanno anche loro. Ma è troppo sottile l'ago sul quale è posizionato il microfono. Meglio non azzardare. Meglio tacere. Peggio scoprirsi. Troppa fatica chiedersi. E un pezzo comunque verrebbe a mancare. Ballare? No. E' come essere al mercato. C'è troppa gente lì. Spaventa. Perché guarda con occhi che sono nostri. Costringe ad essere, non semplicemente a dire.

Tu sei lì e comunque non vedi, ma percepisci questo. Dal tuo limbo. Ancora da lì.  Lo senti come poche volte hai sentito. Non ti piace. Vorresti vomitarlo. Ti trattieni: il sapore sarebbe sgradevole.

Amaro. Acre. Cinico. Egoista.

Lo riconosci. E' il gusto da cui hai sempre difeso gli altri. Quello da cui non hai mai saputo difenderti. La chiamano cattiveria. Mancanza di sensibilità. Tu ancora ti aspetti di riuscire a trovare un nome per ogni sguardo in cui l'hai incrociata. Ogni parola in cui l'hai letta. E intanto ti stupisci. Perché la primavera è solo fuori. Incurante. Del tuo limbo. Di te che sai di doverne uscire. Da una parte te; dall'altra anche. La tua estate.

 

Limbo

Loro

E loro ci sono.
Continuo a riempirli delle mie mancanze,
di quello che vorrei essere.

Loro ci sono.
Mi arrampico su specchi pieni d'olio.
Loro ci sono.
A volte sorridono dei miei scivoloni.
Più spesso cadono con me.
Ma pur sempre ci sono.
Sono al mio posto quando io m'assento.
Tengono occupato il mio spazio.
Perchè loro, comunque, ci sono.
Sono nelle mie urla,
nei miei silenzi,
nelle mie risate poco femminili,
nei miei pianti privi di senso.
Sono nelle mie mani,
nei miei sguardi,
nella mia voce,
nei troppi caffè,
nel fumo delle mie sigarette.
Sono nei posti che non ho ancora respirato.
Nelle pagine che non ho ancora scritto.
Nei pezzi senza note di redazione.
Nella musica che suona a stereo spento.
Nei libri di cui mi innamorerò.
Nei visi che sceglierò di accarezzare.
Nei nomi tatuati sulla pelle.

Perchè loro sono.

Sono le mie urla,
i miei silenzi,
le mie risate poco femminili,
i miei pianti privi di senso.
Sono le mie mani,
i miei sguardi,
la mia voce,
i troppi caffè,
il fumo delle mie sigarette.
Sono i posti che non ho ancora respirato.
Le pagine che non ho ancora scritto.
I pezzi senza note di redazione.
La musica che suona a stereo spento.
I libri di cui mi innamorerò.
Sono loro.
E sono i visi che sceglierò di accarezzare.
I nomi tatuati sulla mie pelle.

 

View more entries
 
Updated 5/11/2008